Nicola e Paolo Perrotti

Il contributo di Nicola e Paolo Perrotti verso la psicoanalisi in Italia

Nicola e Paolo Perrotti ( padre e figlio) hanno dato entrambi alla psicoanalisi un contributo fondamentale, per la conoscenza, l’approfondimento, la diffusione, lo studio e la formazione di altri psicoanalisti italiani.

Paolo Perrotti
Psicoanalista didatta SPI , professore di Psicologia Dinamica alla Sapienza
Fondatore dello Spazio Psicoanalitico di via della Luce Roma,
Fondatore della rivista Il Quadrangolo.
Promotore di innumerevoli convegni, seminari,
tavole rotonde , ricerche.
Martedì 14 Giugno 2005
Lo psicoanalista Paolo Perrotti,
il fondatore dello Spazio Psicoanalitico, il figlio di Nicola Perrotti,
il maestro di quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo e di seguirlo
è venuto a mancarci, aveva 80 anni ha subito un arresto cardiaco.
Prof. Perrotti resterai sempre alto nei nostri pensieri e nei nostri cuori.
VM

Nicola e paolo perrotti psiche
foto rivista psiche Nicola e Paolo Perrotti


Note: Nel 1946 l’editore DE CARLO pubblicava un volumetto col titolo “Problemi di Psicoanalisi” di Dawid Lobman . A vederlo oggi quel volumetto con il suo sapere ancora forte, la copertina che sembra a prova di eternità, ,l’odore evocante quello del pane appena sfornato suscita i brividi.
L’indice del volumetto recita: Origine della psicoanalisi -Ancora sull’isterismo- L’inconscio- I sogni- Gli atti sbagliati- Sulla manifestazione artistica – I fenomeni medianici – Altri fenomeni inconsci – La “libido” e le sue manifestazioni- Eros e Neikos- La tecnica psicoanalitica- Analisi di un caso di paranoia cronica -Valore attuale della psicoanalisi – Nota bibliografica. Il volumetto porta i nomi scritti a matita (deduco siano stati lettori ,possessori, studiosi)di Ubaldo de Marinis e di Bernabei Giulio o (a).
VM

Nicola e paolo perrotti psiche 2
foto storiche psicoanalisi perrotti

Nicola Perrotti ed Emilio Servadio sono stati i primi psicoanalisti di Roma. SPI di via Salaria Roma. Primi psicoanalisti italiani e pionieri della psicoanalisi.
ALESSANDRA WOLFF (LICY) (Nizza, 1895-Palermo, 1982)
Psicoanalista freudiana e moglie di Tomasi di Lampedusa. Figlia della cantante lirica italiana Alice Barbi e del barone baltico Boris Wolff Stomersee, conobbe lo scrittore a Londra, in casa di Pietro Tomasi della Torretta, secondo marito della madre e zio di Lampedusa, nel 1925, e lo sposò nel 1932, a Riga. La famiglia di lui non fu particolarmente entusiasta del matrimonio, per via di un precedente divorzio di lei. Un primo tentativo di convivenza con il marito, a Palermo, andò a monte nel 1933, a causa dei contrasti sorti tra lei e la suocera. Tra il 1933 e il 1939, Alessandra Wolff visse nel suo castello di Stomersee, incontrando il marito in estate in Lettonia e a Roma

Nicola Perrotti ed Emilio Servadio sono stati i primi psicoanalisti di Roma. SPI di via Salaria Roma. Primi psicoanalisti italiani e pionieri della psicoanalisi.
ALESSANDRA WOLFF (LICY) (Nizza, 1895-Palermo, 1982)
Psicoanalista freudiana e moglie di Tomasi di Lampedusa. Figlia della cantante lirica italiana Alice Barbi e del barone baltico Boris Wolff Stomersee, conobbe lo scrittore a Londra, in casa di Pietro Tomasi della Torretta, secondo marito della madre e zio di Lampedusa, nel 1925, e lo sposò nel 1932, a Riga. La famiglia di lui non fu particolarmente entusiasta del matrimonio, per via di un precedente divorzio di lei. Un primo tentativo di convivenza con il marito, a Palermo, andò a monte nel 1933, a causa dei contrasti sorti tra lei e la suocera. Tra il 1933 e il 1939, Alessandra Wolff visse nel suo castello di Stomersee, incontrando il marito in estate in Lettonia e a Roma per il Natale. Si stabilì definitivamente in Sicilia nel 1943. Studiò psicoanalisi a Berlino negli anni ’20. Nel dopoguerra fu protagonista, con Cesare Musatti, Nicola Perrotti ed Emilio Servadio, della rinascita della Società di Psicoanalisi Italiana. Fra i lavori da lei pubblicati, “Sviluppi della diagnostica e tecnica psicoanalitica” (1946) e “L’aggressività delle perversioni” (1950). Lasciò incompiuta una ricerca sul “pensiero negativo”.

La Psicoanalisi e la Psicoanalisi in Italia
La psicoanalisi entra in Italia con Edoardo Weiss, analizzato da Federn, allievo di Freud.
Nel 1932, la Società Psicoanalitica Italiana (SPI) che era stata fondata nel 1925 a Teramo da Marco Levi Bianchini, docente a Napoli e direttore del “manicomio” di Teramo, venne trasferita a Roma e riorganizzata da Weiss, che in quel periodo, in Italia era il primo e l’unico psicoanalista.
Nel 1936, la SPI venne riconosciuta dall’ IPA come società componente.
La SPI fu sciolta nel 1938 a causa del fascismo e riattivata nel 1946.
Da Weiss nascevano : Cesare Musatti, Nicola Perrotti, Emilio Servadio e Alessandra Tomasi di Palma, questi permisero l’impianto e la sopravvivenza della psicoanalisi in Italia.
Lo statuto della SPI venne cambiato nel 1961, nel 1974 e nel 1992, su pressioni interne ed esterne alla stessa associazione.
Nel 1992 la SPI contava 620 soci e 294 candidati. Per numero di componenti è la seconda società in Europa.
Nel 2000 ha ottenuto il riconoscimento da parte del MURST.
La psicoanalisi ha determinato il ripensare, peraltro ancora in corso, della filosofia materialistica, organicista, classificatoria , miracolistica, che sottostava alla scienza dell’epoca pre-psicoanalitica.
L’oggetto della ricerca e della cura era nella materia, nell’organismo, nel miracolo.
Oggi ci dobbiamo confrontare con concetti come la “relatività” (Einstein), il “campo” (Levin K. Baranger), il “protomentale” e la “reverie” (Bion), “l’oggetto transazionale”, la “madre sufficientemente buona” e “l’holding” (Winnicott). “L’intersoggettività”, le “teorie interpersonali e delle relazioni oggettuali”, la “Psicologia del Sé”, le “Infant Research” e “l’attaccamento” (Bowlby, Ainsworth, Bretherton…). Con gli studi sulle dinamiche psicologiche dei gruppi “Bion, Anzieu, Fulches”, con i lavori per la cura psicoterapica degli schizofrenici ”Rosenfeld, Searls, Bion, Racamier, Tustin”.
Le società psicoanalitiche sono delle associazioni la cui vita viene sorretta da statuti e da regolamenti. Il sapere psicoanalitico fin dalla sua nascita con Freud (1892) è sempre stato ed è un sapere rivoluzionario rispetto ai saperi esistenti e istituzionalizzati. Infatti, all’epoca veniva ignorato, denigrato o considerato sovversivo dalla classe medica e politica, che deteneva il sapere e il potere di allora.
Le istituzioni, per un verso consolidano e proteggono il sapere, (lo stesso Freud ha dovuto istituzionalizzare la psicoanalisi con “l’International Psychoanalytical Association” (IPA) 1910), dall’altro, ostacolano “il principio attivo e creativo” incline alla “verità” e al sapere.

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