Le prime dinamiche relazionali dopo il parto.
Articolo su alcuni aspetti dell’attaccamento (Bowlby)
del Dr. Vittorio Mendicino – Psicologo psicoterapeuta di Roma
Tel.3402907313
Stili di attaccamento materno
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È stato raggiunto il bersaglio che accende il concepimento. Si apre allora una finestra importante, creativa, impegnativa e profondamente trasformativa: dura nove mesi e si conclude con i fuochi d’artificio del travaglio. La culla si riempie, una nuova musica si espande nella stanza, e la vita nuova attrae tutti: il padre, la sorella, la nonna e altri ancora, che cercano pretesti per avvicinarsi.
E la madre, stremata dal parto, come reagisce a questo corteo che si accosta alla sua creatura? Nella maggior parte dei casi, per quanto ne sappiamo, reagisce bene: riesce a gestire i propri bisogni, quelli del neonato e le attenzioni dei familiari.
Esistono però donne insicure, che nella vita non si sono mai sentite riconosciute, ma piuttosto svalutate e criticate. Queste temono visceralmente che il figlio possa legarsi più ad altri che a loro, e allora non tollerano che persino il padre lo tocchi. Si giustificano dicendo di non fidarsi: temono che qualcuno possa fargli male, far cadere il bambino o nutrirlo in modo inadeguato.
Ci sono poi madri molto razionali e distaccate, abituate a relazioni familiari formali, di circostanza. Per loro il figlio può essere toccato da chiunque, senza che emergano fastidi, gelosie o preoccupazioni.
Ricordiamo, infine, che le prime esperienze di vita che il bambino realizza con la madre definiscono gran parte del corso della vita successiva.