Psicologia pianto del bambino
Il pianto del bimbo lo psicologo e la madre
La danza del pianto ascoltata e accolta dallo psicologo
Il pianto del bambino e la madre
La danza del pianto ascoltata e accolta dallo psicologo
” Frammento di analisi psicologica del messaggio insito nel pianto del bimbo alla madre”
La danza del pianto del bimbo piccolo viene fatta per essere ascoltata dalla madre, soltanto lei può capire meglio il proprio figlio e modulare i suoi bisogni. L’esperienza della gravidanza, del parto, dell’allattamento costituiscono il miglior “master” possibile per la comprensione del pianto del proprio bambino, di tutte le sue manifestazioni e anche di se stessa.
Oggi 14 Maggio 2009, mentre passeggiavo a andatura lenta nei pressi di un asilo nido al Tuscolano, ho sentito provenire da lì un pianto disperato e angosciante di un bambino piccolissimo; mi è venuto l’istintivo desiderio che quel pianto si placasse, invece è proseguito per molto, troppo tempo. Ho pensato e ho visto con l’immaginazione come quel pianto, indirizzato alla madre, planasse su coloro che vengono chiamate educatrici, assistenti, operatrici o, per usare un termine scientifico, “caregiver”; per loro era normale assistere a interminabili sessioni di pianto da parte dei bambini. Il loro compito non è quello di crescerli per instradarli alla vita come fanno i genitori, in genere li allevano durante le ore diurne, poi per il restante tempo li passano in consegna alle madri. L’asilo nido si occupa dei bambini da zero a tre anni, finito il ciclo, prende altri bambini come “materia prima”.

Subito la mente è saltata a quando da ragazzo vidi uno stabilimento della Galbani a Melzo. Vi erano due grandissime porte industriali; di fronte a quella d’ entrata erano incolonnati camion a due piani colmi di maiali pronti per essere ammazzati; emanavano il tipico odore che si sente a chilometri di distanza. All’interno, dopo il reparto di sosta, vi era il reparto di accoglienza degli stessi; qui, mentre venivo travolto da forti stati commozionali per ciò che vedevo e sentivo, scorgevo uomini addetti alla catena di lavorazione dei suini; questi riuscivano a lavorare addirittura fischiettando e scherzando, in maniera tranquilla. Avevo visto in TV le catene di montaggio degli stabilimenti della FIAT, ma non credevo che potessero esistere anche per la macellazione dei maiali.
Correva l’anno 1966; discorrendo, venni a sapere che vi era un uomo che da anni era addetto a infilzare un lungo coltello alla gola del maiale per farlo dissanguare. In egual modo, vi era un operaio che praticava l’elettroshock al suino per evitargli le sofferenze da sgozzamento, un altro era addetto al taglio della coda – passava tutta la vita a tagliare la coda ai maiali morti – uno lo pelava, un altro ancora lo spaccava a metà con un’accetta e così via; fino alla conclusione che avveniva con la sfilata maestosa di profumati salami, prosciutti e mortadelle; questi, attraverso delle spettacolari coreografie, andavano a prendere posto dentro i camion alla porta di uscita, con il grande logo Galbani giallo; li avrebbero portati in ogni angolo dell’Italia. La TV con il suo carosello ogni sera ricordava che “Galbani vuol dire fiducia”.
Conclusione
Quegli uomini della Galbani si sono dovuti indurire, schermare, per poter lavorare fischiettando in quel macello. Ma con i bambini in crescita non ci si può indurire troppo se si vuole farli crescere sani e forti. Delegare, dare in appalto, l’ascolto del pianto del proprio figlio non può nemmeno diventare la via prescelta; è possibile che ci possano essere dei casi di deroga, ma certo non può diventare la prassi.

Psicologia, psicologo e pianto del bambino
Credo che il pianto di quel bambino fosse diretto anche a me; egli mi è apparso come il rappresentante delegato di tutti i bambini che si trovavano nella stessa condizione, mi stava consegnando il suo grido di allarme e di aiuto, ecco il perché di questo scritto.
Noi pensiamo che come non è possibile immaginare di delegare giornalmente la gestione dei propri bisogni primari – respirare, mangiare – così non si può delegare la crescita del proprio figlio.
EGLI non disse: “Onora il figlio tuo”, perché a quei tempi, in epoca pre-scientifica, era un evento automatico e naturale. Le leggi che regolano la vita non possono essere comprese soltanto con una logica di uomini che vorrebbero meglio e più equamente ripartire i pesi visibili. E’ il Dio migliore, quello più capace, quello più vero, quello che riesce a offrire il miglior metodo di allevamento dei figli, che consente la buona sorte e la sopravvivenza di un popolo. Alcune popolazioni che vivono in certi luoghi del vecchio continente, ma anche del nuovo continente, mentre si stanno adoperando per ottenere la felicità a dispetto degli Dei, stanno andando alla deriva, sono arrivati al punto di voler “meglio” legiferare per la pacifica vita negli oceani; un articolo di legge potrebbe essere: “Il pesce che sopprime un altro fratello-pesce cibandosene viene punito con la detenzione carceraria fino ad anni dieci”; quest’umana e apparentemente giusta legge porterebbe presto a trasformare gli oceani in enormi cimiteri per pesci.
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Il pianto del bimbo lo psicologo e la madre Autore di riferimento prevalente Winnicott.
” Frammento di analisi psicologica del messaggio insito nel pianto del bimbo alla madre”
Lo psicologo e il pianto del bambino
Vittorio Mendicino – info@psicologiaeterapia.it
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