homepage

 

www.psicologiaeterapia.it  bacheca

Come la penso        richiesta consulto        chiedi informazioni            cerca mappa      

   Studio di Psicologia e Psicoterapia 
  Dott. Vittorio Mendicino 
Via Marco Decumio,15 Roma  (metro porta furba)     riceve  per  appuntamento     richiesta informazioni
Contatti - e-mail :info@psicologiaeterapia.it  Tel.06 768080 - 3495760842
 
(iscrizione albo N°1055)  
 autorizzazione  3696/ u del  10  /06/ 2004. P.I.09678690588
 

come opero       eccomi      cv    allo     psicologo           cerca telefono       cerca psicologo di Roma            

Contatti

  Sito dello psicologo Vittorio Mendicino di Roma. Tratta di  psicoterapia,psicoanalisi,psicologia,disturbi psichici,salute,articoli,ricerche. Offre risorse,indirizzi utili,consulti,tel.

Articolo sulla schizofrenia di Mendicino e Ceccarelli

Schizofrenia

Descrizione

Freud riguardo gli schizofrenici scrive: “questi ammalati si sono distolti dalla realtà esteriore ed è per questo che su quella interiore ne sanno più di noi e possono rivelarci cose che senza il loro aiuto sarebbero rimaste impenetrabili”.

La schizofrenia fa parte del gruppo delle psicosi, in genere si manifesta dopo l’adolescenza o durante la giovinezza, nella prima fase dell'età adulta.

Sottotipi della schizofrenia sono:

-         tipo paranoideo (con presenza di alcuni deliri come: delirio di gelosia, delirio erotomane, delirio interpretativo, delirio di persecuzione, delirio di querela, delirio di grandezza di cui i fratelli, genitori, parenti e persone comunque vicine, sono i principali protagonisti);

-         tipo disorganizzato (eloquio e comportamento disorganizzato, affettività appiattita o inadeguata).

-         tipo catatonico (catalessia, eccessiva attività motoria, negativismo estremo, dopo un periodo di eccitazione si può arrivare anche ad un completo arresto motorio);

-         tipo indifferenziato (frequenti allucinazioni uditive e relativa preoccupazione per uno o più deliri).

-         tipo residuo (assenza di rilevanti deliri e allucinazioni, eloquio e comportamento grossolanamente disorganizzato o catatonico; convinzioni strane esperienze percettive inusuali, appiattimento affettivo).

Il concetto di reazione schizofrenica è più soddisfacente di quello di schizofrenia,in quanto si intende una reazione a eventi di vita insostenibile e pendenti verso  il precipizio della psicosi.

Il soggetto assiste perdente al  graduale deterioramento del suo modo di vivere e del suo ambiente scolastico, familiare, lavorativo e affettivo. Intanto l’angoscia interna e “primaria” prende il sopravvento, spadroneggia e saccheggia chiunque si trova nella sua orbita compreso la già precaria struttura affettiva di contenimento, spianando così la strada alla reazione schizofrenica.  Intanto i familiari  che  sono coinvolti fino al collo, continuano a “negare” ad attribuire la comparsa della sofferenza del ragazzo al suo carattere sensibile e discolo o a uno dei genitori. Possiamo, allora asserire che alcune manifestazioni bizzarre e strane si manifestano anche molto prima dell’esordio della schizofrenia, ma passano inosservate o malamente interpretati dalle figure parentali.

Quando l’esordio psicotico si manifesta in maniera lenta e insidiosa, preceduto dal carattere “schizoide”, sovente compaiono manie di persecuzioni, la convinzione di essere spiati, seguiti e ascoltati, di essere oggetto di aggressioni o tentativi di omicidi queste vengono, però, mantenute segrete, non vengono esternate, come avviene invece dopo la conclamazione del quadro psicotico vero e proprio.

Vogliamo ribadire e sottolineare che la schizofrenia spesso è anticipata da “screpolature e movimenti sismici” ovvero psichici, precursori del terremoto quale evento psicotico acuto.

Dopo la diagnosi di schizofrenia si può effettuare una specificazione sulla gravità della malattia che può essere: lieve, moderata, grave; se invece, con il tempo la malattia risulta “diminuita” nei suoi sintomi caratterizzanti, allora si può parlare di remissione parziale, completa o di anamnesi.

Appunti sull’esordio

La reazione schizofrenica può anche essere provocata dal vissuto generato dagli altri (ambiente-madre) quando questi si allontanano troppo, quindi dalla rottura del contenitore che si rompe; questi eventi si costituiscono come forze che spingono nel precipizio, ovvero in una situazione di solitudine e di abbandono, nel buio spaventoso, nel non senso, “in quell’area dove regnano gli elementi beta” (Bion). La reazione schizofrenica può essere ugualmente generata da spinte esercitate dagli altri nell’avvicinarsi oltre i limiti delle “mutande emotive”, distanza che il soggetto aveva precedentemente creato a difesa del suo precario equilibrio psicologico.

Quando l’esordio è nell’infanzia o adolescenza, produce un’incapacità a raggiungere livelli di funzionamento interpersonale, scolastico e lavorativo, soddisfacente.

 

Sintomi
I sintomi caratteristici, presenti nel disturbo schizofrenico, per un periodo di tempo variabile (da uno a sei o più mesi a secondo che vengono più o meno trattati) sono: deliri, allucinazioni, eloquio e comportamento disorganizzato, appiattimento dell’affettività, disfunzione sociale/lavorativa per un periodo sufficiente di tempo.

Descrizione deliri
- Delirio di erotomania: convinzione che un’altra persona, di rango superiore, sia attratta e innamorata del soggetto;

- delirio di grandezza: il soggetto è convinto di avere un valore, potere e conoscenze superiori alla norma, di possedere una identità divina o comunque famosa; questo tipo di delirio si riferisce principalmente al soggetto stesso.
- delirio di gelosia: convinzione che il proprio partner sessuale sia infedele;
- delirio di persecuzione: il soggetto pensa di essere trattato male da tutti; questo tipo di delirio si riferisce principalmente agli altri.
- delirio somatico: convinzione di avere qualche difetto fisico o malattia.

I sintomi più evidenti della schizofrenia sono costituiti dalla presenza di preoccupazione relativa ad uno o più deliri.

Allucinazioni
Mentre la deformazione della realtà consiste nel vedere o sentire le cose in maniera alterata, sono delle vere e proprie illusioni di cui si ritiene responsabile un oggetto o uno stimolo del mondo esterno; le allucinazioni non hanno origine dal mondo esterno; il paziente sente delle voci che lo accusano.

Nella fase iniziale della malattia le allucinazioni sono soprattutto visive a volte quanto quelle uditive che invece si manifestano durante tutto il decorso della malattia. voci udibili, voci sotto forma di discorsi e repliche, voci che commentano l’operato del soggetto, esperienza di passività somatica, furto del pensiero ed altre esperienze di influenzamento del pensiero, diffusione del pensiero, percezioni deliranti e sensazioni di costrizione del dominio della volizione, dei sentimenti e degli impulsi).
I sintomi vengono suddivisi in positivi e negativi.

I positivi riguardano i disturbi del contenuto del pensiero (deliri), disturbi di percezione (allucinazioni), e le manifestazioni comportamentali (catatonia e agitazione) in genere si sviluppano in breve tempo e sono spesso accompagnate da un episodio psicotico acuto.

I sintomi negativi possono essere considerati  come un’“assenza” di funzioni, mancanza o povertà di pensiero, mancanza di interessi, di desiderio, stato di apatia.

 

Nelle urgenze

Di solito il primo ricovero coincide con un esordio acuto. Quando la crisi non è più contenibile e straripa chiaramente diventa un problema di pronto soccorso, di 118.

Il carattere del paziente

Il carattere dello schizofrenico può essere considerato, già prima della conclamazione del disturbo, come un tipo tendente all’isolamento, con assenza di rapporti d’amicizia, invischiato mammonamente, strano, bizzarro, diffidente.
In età adolescenziale e post-adolescenziale, il futuro schizofrenico mostra difficoltà nello sviluppo comunicativo, nel distaccarsi dai vincoli parentali, nello assumere un ruolo sociale, a scuola spesso è troppo buono, troppo bravo ma non intergrato adeguatamente nel gruppo classe e deficitario nell’avviare rapporti eterosessuali (Kisker e Strotzel).

La famiglia del paziente schizofrenico

La madre è coinvolta nel fattore dinamico della genesi delle future malattie psichiatriche del figlio. Su questo punto esiste una sostanziale concordanza di vedute, ma alcuni orientamenti attribuiscono alle caratteristiche della madre, una importanza minima, altri massima. La madre dello schizofrenico è stata definita  “madre schizofrenogenica” e  variamente descritta come iperprotettiva e ostile; essa rifiuta apertamente o subdolamente il figlio; è iperansiosa, fredda distante, ecc..
In molti casi, la madre schizofrenogenica, si trova completamente incapace nel sostenere il ruolo materno, poiché non sa donarsi al bambino e, se ci prova, nel farlo non riesce a trovare il modo adatto.

Cosa fare
Si possono predisporre interventi che si caratterizzano come preventivi, curativi, riabilitativi, contenitivi e di emergenza.

Interventi preventivi
Favorire il più possibile un ambiente familiare e sociale sano, cercare aiuto quando da soli non ci si riesce; per ambiente sano intendiamo, in primo luogo la serenità e l’adeguatezza della madre, poi l’accordo familiare, la presenza del calore affettivo, la condivisione dei ruoli e la presenza di strade che portano verso la conquista di socialità fuori dalla famiglia (scuola, lavoro, società). Il contesto sociale, culturale, politico e religioso può favorire o ostacolare fortemente questi stili di vita che assumono anche la funzione di manovre preventive.

Interventi curativi
Gli interventi curativi dovrebbero, innanzitutto tendere ad attivare, fortificare, ripristinare e compartecipare tutto l’ambiente curante (famiglia, medico, psicologo, servizi); dovrebbero anche tenere in debita considerazione le risorse su cui poter contare, la consapevolezza dell’aiuto che svolgono i farmaci nel sedare le crisi, nel contenere i sintomi positivi ma che se non sono inseriti in un’atmosfera e in una logica psicoterapica da soli non risolvono il problema; l’importanza di una strategia psicoterapeutica nel trattamento della schizofrenia. Nelle strategie terapeutiche sono comprese la psicoterapia in senso stretto, la psicoterapia di gruppo, la comunità psicoterapeutica, ma soprattutto la creazione di quanto detto prima dove il farmaco può avere un senso inserito in quel contesto.    
Di emergenza

In caso di esordio grave, acuto e agitato chiamare il 118 (il servizio di emergenza psichiatrica).

Note
Si può guarire da un attacco acuto persino in poche ore, pochi giorni o mesi, oppure restare malati per tutta la vita. In quest’ultimo caso può manifestarsi un arresto della malattia a un certo stadio o anche una lenta e progressiva regressione.  

Approfondimenti

 

Vittorio Mendicino - info@psicologiaeterapia.it
Graziella Ceccarelli - graziellaceccarelli@virgilio.it

Copyright© psicologiaeterapia2005

 

www.psicologiaeterapia.it    Dott: Vittorio Mendicino (psicoterapeuta)  info@psicologiaeterapia.it

 indietro